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Codici CPV

Codici CPV: cosa sono e quali servono sul MePa

Il CPV è il codice con cui la pubblica amministrazione descrive ciò che compra. Sul MePa decide chi viene invitato e chi resta fuori, anche quando l’abilitazione è in regola.

Ultimo aggiornamento: ottobre 2026

Risposta breve

Il codice CPV (Common Procurement Vocabulary, il vocabolario comune per gli appalti pubblici) è il codice europeo che descrive l’oggetto di un acquisto pubblico: una fornitura, un servizio o un lavoro. Ha nove cifre, otto che descrivono e una di controllo dopo il trattino: 30213100-6, per esempio, sono i computer portatili.

Sul MePa ogni categoria raccoglie un gruppo di codici CPV. Per comprare, l’ente sceglie la categoria che contiene ciò che gli serve e può rivolgersi solo ai fornitori abilitati a quella categoria. Se hai scelto le categorie sbagliate non compari, e nessuno te lo segnala.

1. Cosa significa CPV

CPV è la sigla di Common Procurement Vocabulary, in italiano vocabolario comune per gli appalti pubblici. È la classificazione con cui, in tutta l’Unione europea, le amministrazioni descrivono ciò che comprano. Lo stesso codice indica la stessa cosa in ogni lingua: un’impresa italiana capisce l’oggetto di un bando tedesco senza tradurlo, e viceversa.

Il vocabolario è stato istituito dal Regolamento (CE) n. 2195/2002. La versione in vigore è il CPV 2008, adottata con il Regolamento (CE) n. 213/2008 e applicata dal 17 settembre 2008. Indicarlo negli affidamenti è obbligatorio dal 1° febbraio 2006, come l’ANAC ha ricordato alle stazioni appaltanti nel 2023.

Il vocabolario principale conta oltre 9.000 voci, ordinate ad albero dalle più generiche alle più precise. Già le prime due cifre dicono di cosa si parla: dalla 03 alla 44, più la 48, sono forniture; la 45 sono i lavori; dalla 50 alla 98 i servizi. Accanto c’è un vocabolario supplementare, fatto di codici alfanumerici, che aggiunge dettagli come il materiale o l’uso a cui un bene è destinato.

2. Come si legge un codice CPV

Un codice CPV ha nove cifre. Le prime otto descrivono l’oggetto; la nona, dopo il trattino, è una cifra di controllo che serve solo a verificare che il codice sia scritto bene. Si legge spesso che il controllo è l’ottava cifra: è la nona. Le otto cifre si leggono da sinistra, e ogni cifra in più restringe il campo.

  1. 45DivisioneLavori di costruzione
  2. 452GruppoLavori per la costruzione completa o parziale e ingegneria civile
  3. 4523ClasseLavori per condutture, linee elettriche e di comunicazione, strade, aeroporti e ferrovie
  4. 45233CategoriaCostruzione, fondazioni e superficie di autostrade e strade
  5. 45233120DettaglioLavori di costruzione di strade
  6. -6ControlloVerifica che il codice sia scritto correttamente
Il codice 45233120-6 letto livello per livello.

Quando un livello basta, le cifre che seguono sono zeri: 45000000-7 indica i lavori di costruzione in generale. Più il codice è preciso, meno cose comprende.

Attenzione ai nomi. La «categoria» del CPV, cioè le sue prime cinque cifre, non ha niente a che vedere con le categorie del MePa. Sono due cose diverse con lo stesso nome, e confonderle è il primo inciampo.

3. Come funzionano i CPV sul MePa

Sul MePa non ci si abilita ai codici CPV ma alle categorie, raccolte nei bandi Beni, Servizi e Lavori. Ogni categoria, nel suo capitolato tecnico, elenca i codici che copre. È così che il portale collega quello che un ente deve comprare a chi può venderglielo.

Quando un’amministrazione prepara una trattativa diretta o una richiesta di offerta, sceglie la categoria che contiene l’oggetto dell’acquisto e può invitare solo chi è abilitato a quella. Il CPV fa da ponte: dice di che cosa si tratta, e quindi in quale categoria cercare. Un fornitore abilitato a una categoria vicina, che quel codice non lo contiene, per quell’ente non esiste.

Abbiamo contato gli abbinamenti fra categorie e codici nell’elenco del Mercato Elettronico che usiamo per le abilitazioni. I numeri spiegano perché la scelta non è banale.

7.399codici CPV diversi
11.518abbinamenti categoria-codice
804codici nella categoria più ampia
30%codici presenti in più categorie
  • Le categorie vanno da un solo codice a diverse centinaia: Materiali da costruzione e minerali ne contiene 804, Ferramenta 696, mentre metà delle categorie ne ha al massimo 10.
  • Quasi un codice su tre compare in più di una categoria. I servizi informatici (72000000-5) ne attraversano 17, i servizi di riparazione e manutenzione (50000000-5) 16.
  • I lavori di costruzione di strade dell’esempio qui sopra, 45233120-6, stanno in quattro categorie del bando Lavori: OG 3, OS 21, OS 26 e OS 35.

Dati: nostra elaborazione sull’elenco delle categorie del Mercato Elettronico e dei codici CPV collegati, aggiornato a giugno 2026.

4. Perché scegliere i CPV giusti è difficile

Sulla carta basta trovare il proprio codice. In pratica, chi ci prova da solo inciampa quasi sempre in uno di questi cinque punti.

  1. I codici sono tanti, e molto vicini fra loro Un’impresa di pulizie trova sul MePa almeno nove codici del suo mestiere: pulizia di edifici (90911200-8), di uffici (90919200-4), di scuole (90919300-5), di finestre, di alloggi, più le voci generiche. E il generico servizi di pulizia (90910000-9) sta in due categorie diverse.
  2. Parlano la lingua di chi compra, non di chi vende Il tuo codice Ateco descrive la tua attività; il CPV descrive l’acquisto dell’ente. Non esiste una tabella ufficiale che trasformi l’uno nell’altro: il collegamento va ragionato caso per caso.
  3. Lo stesso codice porta a categorie diverse Un codice su tre compare in più categorie, a volte in bandi diversi. I mobili per ufficio (39130000-2), per esempio, stanno sia negli arredi sia nella cancelleria. Scegliere la categoria sbagliata vuol dire essere abilitati e invisibili.
  4. Ogni categoria ha i suoi requisiti Le categorie devono essere coerenti con i tuoi codici Ateco e con ciò che puoi dimostrare. Un’incongruenza non blocca l’abilitazione: emerge ai controlli, quando hai già un contratto. Ne parliamo negli errori MePa più gravi.
  5. Sbaglia anche chi li usa ogni giorno Nel maggio 2023 l’ANAC ha richiamato le stazioni appaltanti proprio sui CPV: l’errore più frequente è un codice che non corrisponde all’oggetto del contratto. Se capita agli uffici gare, è facile che capiti a chi li incontra per la prima volta.

Una scelta sbagliata non dà segnali. Il portale accetta la domanda, l’abilitazione arriva, e semplicemente non ti cerca nessuno. È per questo che molte imprese concludono che il MePa non funziona, quando il problema sta nelle categorie.

5. Se un ente ti chiede di abilitarti a un CPV

Capita spesso: un comune o una scuola vuole affidarti un lavoro con una trattativa diretta e ti scrive «abilitati al CPV…», seguito da un codice. È una buona notizia, ma la richiesta va tradotta, perché sul MePa non esiste l’abilitazione al singolo codice.

  1. Trovare le categorie che contengono quel codice Possono essere una o più, anche in bandi diversi.
  2. Scegliere quella giusta È quella in cui l’ente avvierà la trattativa e che è coerente con la tua attività e con i tuoi requisiti. Nel dubbio, va chiesto all’ente prima di presentare la domanda.
  3. Presentare la domanda di abilitazione Se sei già abilitato basta una domanda per la nuova categoria; altrimenti serve la procedura completa, dall’iscrizione al portale all’abilitazione.

Di solito l’ente ha fretta, e tu anche. Mandaci il codice che ti hanno indicato: ti diciamo noi in quale categoria abilitarti e prepariamo la domanda.

Mandaci il codice CPV

6. Dove trovare l’elenco dei codici CPV

L’elenco completo è pubblico. Il vocabolario ufficiale si consulta e si scarica da TED, il portale europeo degli appalti (ted.europa.eu), ed è allegato al Regolamento (CE) n. 213/2008. I codici collegati a ciascuna categoria del MePa stanno invece nei capitolati tecnici dei bandi, sul portale Acquisti in Rete PA.

Qui non lo ripubblichiamo, per una ragione precisa: l’elenco ti dice che un codice esiste, non quale categoria richiedere, se hai i requisiti per farlo e quali altri codici ti stai perdendo. Solo per il Mercato Elettronico sono 7.399 codici; quelli che contano per te sono pochi, e trovarli è il nostro lavoro. L’elenco delle categorie, invece, lo trovi nella pagina sulle categorie MePa.

7. Affida a noi la scelta dei CPV

Scegliere categorie e codici è il cuore di ogni abilitazione che seguiamo, dal 2015, per oltre 2000 clienti. Il metodo è sempre lo stesso.

  1. Partiamo da te Visura camerale, codici Ateco e quello che ci racconti del tuo lavoro: cosa fai oggi e cosa vorresti vendere alla pubblica amministrazione.
  2. Guardiamo cosa comprano gli enti Cerchiamo i codici CPV delle gare e degli affidamenti del tuo settore: mostrano come le amministrazioni descrivono il tuo lavoro.
  3. Risaliamo alle categorie Incrociamo quei codici con le categorie del MePa, scartiamo quelle per cui non hai i requisiti e teniamo tutte quelle che possono portarti lavoro.
  4. Ti spieghiamo le scelte e ti abilitiamo Ricevi l’elenco con il motivo di ogni categoria, poi prepariamo la pratica e la seguiamo fino all’abilitazione attiva.

La scelta di categorie e codici è compresa nell’abilitazione chiavi in mano: 350 € + IVA, con 12 mesi di assistenza. Il servizio è di Starbuild srl, Legnaro (Padova).

Affidaci la scelta dei CPV

8. Domande frequenti

Cosa significa CPV?

CPV significa Common Procurement Vocabulary, cioè vocabolario comune per gli appalti pubblici. È la classificazione europea con cui le amministrazioni descrivono l’oggetto di un appalto, uguale in tutte le lingue dell’Unione. La versione in vigore è il CPV 2008.

Quante cifre ha un codice CPV?

Nove. Le prime otto descrivono l’oggetto, dalla divisione (le prime due cifre) fino al dettaglio; la nona, separata da un trattino, è la cifra di controllo. Un esempio è 90919200-4, i servizi di pulizia di uffici.

Che differenza c’è tra codice CPV e codice Ateco?

Il codice Ateco classifica l’attività di un’impresa ed è quello che compare in visura camerale. Il codice CPV classifica l’oggetto di un acquisto pubblico. Sul MePa contano entrambi: le categorie scelte devono essere coerenti con i tuoi Ateco, e i CPV dicono in quali categorie ti cercheranno gli enti. Una tabella ufficiale di corrispondenza fra i due non esiste.

Ci si può abilitare a un singolo codice CPV sul MePa?

No. Ci si abilita alle categorie, e ciascuna raccoglie un gruppo di codici. Per essere invitato su un certo CPV devi essere abilitato a una categoria che lo contiene; se le categorie sono più d’una, va scelta quella coerente con la tua attività.

Cos’è il CPV prevalente?

Quando un appalto comprende prestazioni diverse, l’ente indica come principale il codice della prestazione prevalente, di solito quella di valore più alto, e aggiunge gli altri come codici secondari. Il codice principale è quello che classifica la procedura.

Dove trovo il codice CPV di una gara?

Nel bando o nella lettera di invito: l’ente lo indica insieme al CIG. Sul MePa lo trovi nei dettagli della richiesta di offerta o della trattativa diretta. Per le gare europee puoi cercare direttamente per codice su TED.

Posso aggiungere categorie, e quindi codici CPV, dopo l’abilitazione?

Sì. Ogni categoria si richiede con una domanda dedicata, anche in un secondo momento. È la strada da seguire quando un ente ti chiede un codice che non copri, o quando la tua attività si allarga.

Lascia a noi la scelta dei codici

Raccontaci cosa fai: ti diciamo quali categorie e quali codici CPV ti servono, e ti abilitiamo. Senza sfogliare elenchi e senza impegno.

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